SU GREENPARKMONTELUNGO

IL PROGETTO

[…]

CALIPSO: Temo il risveglio, come tu temi la morte. Ecco, prima ero morta, ora lo so. Non restava di me su quest’isola che la voce del mare e del vento. Oh non era un patire. Dormivo. Ma da quando sei giunto hai portato un’altr’isola in te.

ODISSEO: Da troppo tempo la cerco. Tu non sai quel che sia avvistare una terra e socchiudere gli occhi ogni volta per illudersi. Io non posso accettare e tacere.

[…] 

Brano tratto da I dialoghi con Leucò  

C. Pavese

                                                                                             


Il progetto proposto per il parco di Montelungo ha un titolo altisonante, deciso, ridondante.

Itaca è la storia di una partenza, di un luogo che diventa presto anche una destinazione, una meta che si trasforma in brama. E’ la storia di un viaggio periglioso ma essenziale, d’avventura e di scoperta. La carica emotiva annessa a questo luogo la tramuta presto in una metafora di vita, un percorso cui tutti, come Ulisse, siamo chiamati a compiere. Per estensione, Itaca indica un territorio che è casa e che, nel caso di specie, indica Gela e il parco di Montelungo, luogo sovente ricordato ma lungamente abbandonato a un immeritato degrado.

Con sguardo lungimirante e speranzoso, l’idea di Itaca nasce come un ritorno al fasto, un mutuo incoraggiamento tra organizzazione e partecipanti per una riscoperta e una promozione delle radici culturali e della nostra civiltà. Gela e le sue menti sono terreno fertile e per questo l’intenzione è di dare il via a una serie di attività comunitarie, che diventino capisaldi nel territorio al di là degli aleatori canti di altre sirene.

La scelta del nome risponde anche alla rinnovata immagine che il parco di Montelungo vuol promuovere, cioè quella di un percorso di ritorno e reinsediamento in un’area protesa all’accoglienza.


Il ripristino del parco di Montelungo vuole dunque agire da territorio di attrazione ma anche da area di interesse interattivo, sociale e culturale. Con una serie di attività volte a promuovere il parco e, di riflesso, il territorio nella sua completezza, il progetto con le sue articolazioni intendono divenire bacino di accoglienza per concittadini, personalità di vario background, studiosi, ospiti e quanti cerchino un ambiente favorevole per esprimersi e dedicarsi alla ricerca integrata.


Giacché si crede in un apporto incisivo, la scelta del titolo vuole anche essere acronimo per 5 punti cardine del progetto:


Interazione – Tessuto – Ascolto – Condivisione – Accoglienza


I termini sono coniugabili e in armonica interazione. Ogni attività proposta promuove una aggregazione mentale e sensistica per dar luogo a tavolate di pensieri in cui il singolo trova confronto e conforto nell’altro. Questo permetterà fasi di riflessione che agevoleranno aggregazione e determineranno confronto. Lungi dall’essere un ambiente chiuso, il parco vuole diventare centro nevralgico per una cooperazione che dal locale si spinge all’internazionale. Per questo verranno invitate personalità di spicco e di competenza nei vari campi disciplinari e organizzate attività innovative di valorizzazione e consolidamento.



Il progetto non è distanziato dagli altri interventi architettonici, di riqualificazione e installazione che sono operati all’interno del parco. Anzi, esso protende a inserirsi nel crocevia delle attività e infrastrutture in programma, promuovendone l’importanza e l’impiego.